Ciao.
Mi chiamo Tatiana. Sono nata in terra siciliana cinquant'anni fa, nel mese più pazzarello dell'anno e, forse per questo, sono un po' pazzerella anch'io: una pesciolina fantasiosa e giocherellona.
Per metà catanese e per metà triestina, credo di riunire in me i pregi ma, soprattutto i difetti (sempre con simpatia) di tutta Italia! Ho vissuto in Africa tredici anni, i primi, quelli dell'infanzia. Sono stati anni fantastici: indipendente e ribelle come pochi, gli spazi aperti e selvaggi facevano decisamente per me! Appassionata e sognatrice mi integravo a meraviglia con l'ambiente circostante.
A dieci anni i miei migliori amici erano coleotteri e lucertole e il mio luogo prediletto un ramo nascosto dalle fronde di un possente albero. Ma non mancavano i bambini con i quali giocare e con loro... che divertimento! A volte dispettosi, a volte monelli, ma sempre generosi, eravamo allegri e spensierati. In Africa tutto era semplice e facile. Anche studiare diventava un gioco! Eravamo vivi, semplicemente vivaci e liberi! Per gli adulti eravamo animaletti da addomesticare, ma noi eravamo soprattutto liberi!
Dalla mia amatissima terra riporto inalterabile il bisogno alla spontaneità e alla genuinità. L'Africa non ha sovrastrutture e non distrae il cuore dalla semplicità delle cose. Non avevamo la televisione, i computer e i giochi sofisticati, non avevamo la pubblicità e non importava cosa indossavamo. Ma eravamo felici.
In Africa la gioia di vivere cresce con te generando da ogni piccolo dettaglio. La mente e il cuore vibrano come le corde di un violino che vengono sfiorate dalle dita di un artista e tutto è in grado di generare emozioni ineguagliabili. Anche il dolore e la gioia diventano gli elementi naturali di un quadro immenso e magnifico. Gli odori sono profumi, il calore è una carezza, il colore è vita. Il vento è vento, gli insetti sono i tuoi coinquilini, i ruscelli la tua musica. I sensi si amplificano e i battiti del cuore vanno molto al di là dall'essere semplici pulsazioni. I respiri sono soffi di vita.
Fin da ragazza tutto ciò è stato un tesoro inestimabile da raccogliere su fogli volanti o frammenti cartacei rimediati all'occorrenza. Negli anni le pagine scritte nero su bianco si sono moltiplicate e, puntualmente, sono finite dietro lo sportello di un armadietto.
Era diventato quasi un esercizio. L'osservare ogni cosa, il soffermarsi sui particolari, tornando e sempre tornando ai dettagli, alle sfumature dei colori più che ai colori stessi, per trarne ricordi intensi, emozioni, sensazioni atte a togliere il fiato, capaci di farmi vivere il quotidiano come qualcosa di straordinario dove nulla è mai ripetibile due volte. Le stesse strade di quella che è divenuta oggi la mia città (vivo a Roma), e che percorro oramai da anni, sono riuscite a trasformarsi in una fonte inesauribile d'ispirazione, scenari di vita ai quali attingere le esperienze degli uomini ed immagini da dipingere con la penna e le parole.
Sono passati gli anni, mi sono sposata, ho avuto un figlio meraviglioso, mi sono dedicata al lavoro e, intanto, i foglietti distrattamente impregnati dalle mie sensazioni, crescevano confusamente dietro lo sportello di un già conosciuto armadietto.
Poi, all'improvviso, i ritmi sono rallentati e il bisogno di scrivere si è riproposto prepotente, esplodendo come un vulcano che torna attivo dopo anni di sonnolenza. Abbandonarsi ad esso è stata una gioia profonda. Incredibile è stato ritrovare intatta la fantasia di un tempo e viaggiare con lei come solo i bimbi sanno e possono fare.
È nato così, nel corso di tre anni "I Terramaghi e la cintura di fuoco".
I tempi degli accordi editoriali, delle correzioni di bozze, delle stesure finali, e mi sono rimessa a scrivere.
Perciò, cari lettori, abbiamo un altro appuntamento. Chissà se riuscirò a farvi viaggiare con me?
Buona giornata a tutti!